Una delle prime cose che mi hanno insegnato all’universita’ e’ quell’effetto di selezione (il bias) per cui quando si osservano certi oggetti all’interno di un certo intervallo con certo equipaggiamento, si deve essere consapevoli che non si trova tutto quello che c’e’ e che non si puo’ allargare il risultato ad altri intervalli in modo automatico.
Insomma, ci si perdono delle cose, e se si fanno delle statistiche bisogna tenerne conto.
Nel caso delle stelle, questo significava che se si osserva all’interno di un certo raggio intorno alla terra, e si trova che il 96% di stelle sono del tipo A, bisogna fare attenzione:
- potrebbero esserci quelle di tipo B che non riusciamo a vedere nel raggio di osservazione con gli strumenti che abbiamo
- potrebbero esserci anche quelle del tipo C che sono al di fuori del nostro raggio e non le abbiamo viste mai.
- Infine, potrebbe pure essere che le tipo A non sono uniformemente distribuite, e che al di fuori del raggio di osservazione non arrivino mai al 96% di quelle che vedremmo, ecc. ecc..
Insomma si fa attenzione a non sparare cazzate.
Questa cosa del bias mi e’ tornata in mente mentre cercavo una dimostrazione della mia ipotesi di legge generale “le zanzare preferiscono posare le zampe su pareti intonacate bianche vicino alla luce” (e il motivo e’ che cosi’ si rinfrescano i piedi), ma non e’ stato possibile: io parto dal risultato “zanzare che riesco a vedere” (a scopo di sterminio).
Queste sono effettivamente tutte e sole quelle che sono sulla parete bianca vicino alla lampada, ma non per questo posso concluderne che sono la totalita’ delle zanzare nel mio Casaverso.
L’ignoranza su questo effetto di selezione dei risultati, incidentalmente, e’ anche cio’ che fa concludere a Berlusconi che non c’e’ crisi perche’ quando lui guarda fuori dalla finestra di casa sua a Punta Lada vede un sacco di barche e percio’ sono tutti ricchi.
federica on Agosto 24th 2005 in matematica vaga, ronzamenti dossier
Chi ha in casa il pavimento di linoleum gia’ lo sa: quando si va dalla cucina al bagno al soggiorno si passa sempre sugli stessi punti.
Ergo, ci sono angoli della casa che non calpestiamo mai, ma proprio mai. E se persino il pavimento di casa nostra e’ “mai toccato da piede umano” perche’ dovrebbe essere diverso per un sacco di angoli del pianeta? Per andare a trovare il posto piu’ remoto della galassia non c’e’ bisogno di fare un sacco di anniluce.
Secondo me la maggior parte delle aiole di fianco alle rampe di accesso delle autostrade non sono mai state calpestate da piede umano. Giusto qualche dinosauro, anni fa.
federica on Agosto 24th 2005 in esperienze di fantascienza
Lunedi’ scorso ero su un treno che andava verso sud. Ferragosto, per di piu’ all’ora di pranzo… in giro non c’era nessuno, per tutti i 400 km che ho percorso: a perdita d’occhio le strade erano vuote, ai passaggi a livello neanche un’anima, nessun movimento alle finestre o nei casolari nei posti dove il treno rallenta.
La giornata era cosi’ luminosa che l’impressione era di un mondo appena tolto dal cellofan.
Ieri sera sono tornata verso nord, salendo a caso su un treno straordinario, un intercity con carrozze da eurostar in cui non c’era quasi nessuno. Alla stazione successiva a Rimini, faccio appena in tempo a leggere un “…rina”. Dopo Rimini da che mondo e’ mondo c’e’ Cesena!
Mi sono crogiolata nella sensazione che il treno avesse imboccato uno strano binario morto che portava chissa’ dove. La bussola che mi porto dietro segnava ovest! Chi ha mai visto prima questo buffo specchio d’acqua? Campagne mai viste, dove abitanti alieni non avevano ancora raccolto le pesche, passaggi a livelli su paesetti incogniti… finche’ a Modena siamo tornati sui soliti binari, e il resto e’ notoriamente Reggio-Parma-Fidenza- Fiorenzuola-Piacenza-Lodi-Milano. Uffa.
federica on Agosto 22nd 2005 in esperienze di fantascienza
Ricordo di aver dimenticato.
Me lo ricordo perche’ l’ho fatto apposta, con molta attenzione, in mesi di applicazione costante, dopo aver concluso che non avevo alternative, e che avrei potuto impazzirci sopra. Ma la sensazione adesso e’ fisica: vedo il canyon ma il fiume che l’ha scavato e’ evaporato da tempo.
Di che colore era l’acqua, che pesci ci nuotavano? Non lo so piu’. E immagino assoni che attraversano strapiombi cerebrali e non arrivano dall’altra parte, muri di pareti cellulari a bloccare aree protette di ricordi, piccole enclaves di neuroni mummificati.
federica on Agosto 22nd 2005 in ronzamenti
Uno dei miei sogni diventa realta’: la mappa della terra da esplorare, da ingrandire, muoversi, mettere segnalini, andare ,tornare, guardare, immergersi.
Sto segnando tutte le case dove ho abitato, i posti dove sono stata in vacanza, scopro le piscine comunali vicino a casa mia, metto un segnalino nel bosco dove ho perso il coltellino svizzero che ritrovai poi 6 anni dopo.
Poi potro’ andare a vedere da vicino quella stranissima costruzione che c’e’ in sardegna in cima a quello che pare un altipiano, coperto di boschi, che ho visto una volta dall’aereo.
Sono commossa e vorrei ringraziare quelli di google in natura, come una groupie. Sento che mi sta tiltando la corteccia superiore, come fanno a volte i monitor, e potrei swappare da un momento all’altro per la contentezza.
federica on Agosto 5th 2005 in mi diverto con poco