Archive for Marzo, 2005

il mese piu’ crudele

Un sacco di cose brutte mi sono successe in marzo. Il mio primo ragazzo mi mollo’ per telefono dopo 3 settimane di balle un 31 marzo, (6800 lire di gettoni da una cabina di via amendola a bologna, quando ando’ giu’ l’ultimo -clunk- fu finita), mia zia luisa e’ morta, ho avuto l’unico litigio della mia vita con mia madre, due anni fa e’ cominciata la guerra in Iraq.

E adesso questo, lo strazio della bellissima costituzione del ‘47 ad opera di una banda di indegni, alcuni dei quali pericolosi, la maggior parte solo mentecatti.

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federica on Marzo 24th 2005 in fastidio

il gomito del tennista aziendale

Sto leggendo un libro che si chiama Images di Gareth Morgan che presenta metafore che parlano di aziende e di organizzazione aziendale.

Si parte dai modelli piu’ semplici, puramente gerarchici, alla metafora della cellula, in cui l’azienda e’ all’interno di un ambiente con cui ha uno scambio osmotico, alla metafora del cervello e quelle piu’ evolute, come “l’organizzazione e’ una cultura” o “l’organizzazione e’ un ente politico”.

Di ogni metafora poi presenta i punti deboli che non di rado sono anche i punti deboli dell’azienda piu’ vicina alla metafora stessa. Come se leggessi l’enciclopedia medica, mano a mano che leggo trovo nella mia esperienza tutte i punti deboli della metafora del capitolo precedente. Chissa’ se alla fine, come a Woody Allen, manchera’ all’appello dei malanni solo il gomito del tennista?

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federica on Marzo 23rd 2005 in aziendalità

fastidio

Stamattina ho ascoltato i programma Onda anomala di Radiopopolare prima di uscire.

Sentire il tizio della Lega, tale Salvini, che diceva a proposito dei rimpatri forzati di immigrati con il ponte aereo da Lampedusa alla Libia: “si, ma insomma, questa Amnesty International che parla di deportazione, non mi risulta sia stata eletta da nessuno” mi ha avvilito.

Non parliamo proprio delle stesse cose, anche se parliamo italiano. Non riconosciamo gli stessi oggetti, il mio blu lui lo chiama rosso, o che so io. Ma del resto il problema e’ piu’ ampio: uno che si dichiara apertamente secessionista che ci fa all’interno del governo di un paese straniero? Uno che non ha fiducia nella giustizia al punto da mettere delle taglie che ci fa a capo del ministero della giustizia? Uno che rivendica che solo un imprenditore puo’ capire gli imprenditori che ci fa in qualunque altra carica che non sia confindustriale?

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federica on Marzo 21st 2005 in fastidio

il mondo delle macchine

In realta’ noi non siamo liberi e autonomi. Le automobili vivono e ci possiedono. La notte ci mandano a dormire nei silos a piu’ piani che hanno costruito per noi, e loro si accomodano all’aperto nelle strade, sui marciapiedi e a ridosso dei muri: noi camminiamo in mezzo alla strada perche’ loro hanno gia’ rimboccato le coperte.

Chi non ha l’auto e’ in realta’ un modello vecchio che non ha trovato acquirenti fra le automobili. Perche’ frutti qualcosa viene spedito comunque al lavoro in grosse macchine trasportatrici e non rottamato.

Questo spiega anche il disprezzo che hanno le macchine dei cantieri verso gli umani: le benne pesanti quintali che passano veloci a poche decine di cm dalle teste, gli striminziti passaggini per pedoni fra gli scavi beanti e il flusso ininterrotto e arrogante dei padroni del mondo nei viali.

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federica on Marzo 17th 2005 in esperienze di fantascienza

8 marzo loffio

E’ stato l’8 marzo piu’ loffio che io ricordi.

Oddio, era gia’ parecchio loffio che questa festa si fosse trasformata nella festa delle femmine-per-una-volta-fuori-da-sole-a-vedere-spogliarelli, e ovviamente non per lo spogliarello in se, ma per il sottointeso che fosse un’eccezione.

Pero’ almeno la giornata era punteggiata di fiorellini gialli portati sul bavero come bandierine, e c’erano manifestazioni, e ricordi e belle parole. Di quest’anno mi rimane la sensazione orrenda della povera signora picchiata dalla polizia a Istanbul, che inginocchiata a terra scuote la testa intontita come una mucca dalle bastonate. E il sindacalista che alla nostra assemblea aziendale per la commissione elettorale RSU dice rivolgendosi alle donne “susu, ci vuole una gentile donzella, alzate la mano in due che lo so che andate a coppie!”, e Giuliana Sgrena che dice che i suoi rapitori, oltre a pensare che fosse una spia avevano anche il dubbio tutto maschilista: che ci faceva in giro da sola, non aveva un marito che la teneva a casa?

Quanta strada c’e’ da fare, sempre.

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federica on Marzo 14th 2005 in fastidio